Friday, September 22, 2006

Apriti Hong Kong




Rimpatriata con Bighouse

Facciamo un passo avanti. Anzi: una bella accelerata sulle colline coneglianesi e rimettiamo a fuoco (con l’obiettivo del nostro diario telematico) le avventure del team Zitti Tutti, capitanato da Mister Bruno Zanette.
A beneficio dei 3 mila 426 lettori che hanno seguito ansiosamente il blog “Apriti Hong Kong” in cui raccontavamo la partenza, l’arrivo, la permanenza eccetera eccetera di Bruno Zanette, Umberto Picco ed Emanuela Da Ros in una delle isole a più alta densità abitativa del globo, abbiamo deciso di riaprire una finestrella del blog e riferire quanto è successo al ritorno da Hong Kong.
Per prima cosa, Bruno Zanette ha deciso di zittire le centinaia di partecipanti alla Conegliano Pedala, dotandoli di un porta badge che portava stampato un inequivocabile invito: Zitti tutti! Sì, d’accordo: è il marchio della linea di orologi della sua azienda, ma questo – in fondo – è un dettaglio. L’importante – se vogliamo – è il pensiero…
Umberto Picco ha passato una notte di passione al Casinò di Venezia dove ha giocato gli ultimi 10 dollari hongkonghesi che si è casualmente trovato nella tasca del golfino di cachemire azzurro. Ha puntato la cartamoneta sul 25 rosso. La roulette ha girato ed è uscito il 25 rosso. Picco ci ha riprovato: ha puntato la vincita sul 24 rosso. La roulette ha girato ed è uscito il 24 rosso. Picco ha perseverato, puntando l’intera vincita sul 23 rosso. Numero e colore che sono usciti pari-pari dalla girandola roulettiana. L’atmosfera del Casinò si è surriscaldata. Nel giro di un’ora, puntando su tutti i numeri in ordine decrescente, Umberto ha decuplicato e poi moltiplicato all’ennesima potenza la sua puntata originaria. Convinto d essere diventato miliardario, il nostro si è apprestato a cambiare le fiches in denaro. Scoprendo, troppo tardi, che la valuta hongkonghese non ha corso fuori da Hong Kong e che quindi la sua vincita era nulla. Sempre a beneficio del 3 mila 800 lettori, la scrivente deve ammettere che l’episodio qui narrato è pura invenzione. In realtà, seppure s-fusato dal viaggio oltre-asiatico, l’Umberto si è subito rimesso al lavoro. O quasi. Si è piazzato davanti a un computer che, negli ultimi dieci giorni, si è ostinato ad aprirsi e chiudersi quando andava a lui. Senza il braccio informatico, Umberto ha cercato di ammaestrare un colonia di piccioni per far arrivare le mail a destinazione. Ovviamente non ci è riuscito. L’ordine di un centinaio di orologi è finito in un salumificio e anziché dei cronografi alla Smr sono arrivati insaccati di puledro. Ebbene sì: anche questa è una mera balla. La verità è che da quando siamo tornati da Hong Kong di interessante da raccontare non è accaduto quasi nulla. A parte il pranzo-rimpatriata al ristorante relais Ca’ del Poggio a San Pietro di Feletto. Qui, lo chef Alberto ci ha deliziati con una splendida (voto: 10 cum laude) insalatina di piovra e un involtino di pesce spada: piccole, sapienti entree che hanno preparato il palato alle superbe “linguine alla Bruno” (pasta ai frutti di mare). Lo champagne brut de Vilmont, millesimato 2001, ha accompagnato pietanze e un ottimo morbido dolce ai frutti di bosco. Il pranzo è finito con un…(s-fusati persino nel menù) risottino al sapore del mare consigliato da un commensale che si è unito al trio di Hong Kong: Claudio Casagrande, detto Claudio Bighouse. Un coneglianese che – dicono alla Zitti tutti (prendetela per buona) - colleziona orologi Zitti tutti.
Bene, confidando di aver accontentato i 4 mila 798 lettori che sgomitano davanti alle pagine del blog timorosi di perdersene una virgola, vi salutiamo. Alla prossima.

1 Comments:

Blogger Jonh Neo said...

Hi Zitti, I want to introduce you to http://freearticle.name

6:43 PM  

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