Friday, September 22, 2006

Apriti Hong Kong




Rimpatriata con Bighouse

Facciamo un passo avanti. Anzi: una bella accelerata sulle colline coneglianesi e rimettiamo a fuoco (con l’obiettivo del nostro diario telematico) le avventure del team Zitti Tutti, capitanato da Mister Bruno Zanette.
A beneficio dei 3 mila 426 lettori che hanno seguito ansiosamente il blog “Apriti Hong Kong” in cui raccontavamo la partenza, l’arrivo, la permanenza eccetera eccetera di Bruno Zanette, Umberto Picco ed Emanuela Da Ros in una delle isole a più alta densità abitativa del globo, abbiamo deciso di riaprire una finestrella del blog e riferire quanto è successo al ritorno da Hong Kong.
Per prima cosa, Bruno Zanette ha deciso di zittire le centinaia di partecipanti alla Conegliano Pedala, dotandoli di un porta badge che portava stampato un inequivocabile invito: Zitti tutti! Sì, d’accordo: è il marchio della linea di orologi della sua azienda, ma questo – in fondo – è un dettaglio. L’importante – se vogliamo – è il pensiero…
Umberto Picco ha passato una notte di passione al Casinò di Venezia dove ha giocato gli ultimi 10 dollari hongkonghesi che si è casualmente trovato nella tasca del golfino di cachemire azzurro. Ha puntato la cartamoneta sul 25 rosso. La roulette ha girato ed è uscito il 25 rosso. Picco ci ha riprovato: ha puntato la vincita sul 24 rosso. La roulette ha girato ed è uscito il 24 rosso. Picco ha perseverato, puntando l’intera vincita sul 23 rosso. Numero e colore che sono usciti pari-pari dalla girandola roulettiana. L’atmosfera del Casinò si è surriscaldata. Nel giro di un’ora, puntando su tutti i numeri in ordine decrescente, Umberto ha decuplicato e poi moltiplicato all’ennesima potenza la sua puntata originaria. Convinto d essere diventato miliardario, il nostro si è apprestato a cambiare le fiches in denaro. Scoprendo, troppo tardi, che la valuta hongkonghese non ha corso fuori da Hong Kong e che quindi la sua vincita era nulla. Sempre a beneficio del 3 mila 800 lettori, la scrivente deve ammettere che l’episodio qui narrato è pura invenzione. In realtà, seppure s-fusato dal viaggio oltre-asiatico, l’Umberto si è subito rimesso al lavoro. O quasi. Si è piazzato davanti a un computer che, negli ultimi dieci giorni, si è ostinato ad aprirsi e chiudersi quando andava a lui. Senza il braccio informatico, Umberto ha cercato di ammaestrare un colonia di piccioni per far arrivare le mail a destinazione. Ovviamente non ci è riuscito. L’ordine di un centinaio di orologi è finito in un salumificio e anziché dei cronografi alla Smr sono arrivati insaccati di puledro. Ebbene sì: anche questa è una mera balla. La verità è che da quando siamo tornati da Hong Kong di interessante da raccontare non è accaduto quasi nulla. A parte il pranzo-rimpatriata al ristorante relais Ca’ del Poggio a San Pietro di Feletto. Qui, lo chef Alberto ci ha deliziati con una splendida (voto: 10 cum laude) insalatina di piovra e un involtino di pesce spada: piccole, sapienti entree che hanno preparato il palato alle superbe “linguine alla Bruno” (pasta ai frutti di mare). Lo champagne brut de Vilmont, millesimato 2001, ha accompagnato pietanze e un ottimo morbido dolce ai frutti di bosco. Il pranzo è finito con un…(s-fusati persino nel menù) risottino al sapore del mare consigliato da un commensale che si è unito al trio di Hong Kong: Claudio Casagrande, detto Claudio Bighouse. Un coneglianese che – dicono alla Zitti tutti (prendetela per buona) - colleziona orologi Zitti tutti.
Bene, confidando di aver accontentato i 4 mila 798 lettori che sgomitano davanti alle pagine del blog timorosi di perdersene una virgola, vi salutiamo. Alla prossima.

Tuesday, September 12, 2006

Apriti Hong Kong





Zitti tutti, torniamo!

Epilogo con 24 ore di ritardo. Del resto, mica potevamo viaggiare e bloggare contemporaneamente. Già è stato molto difficile non perdere l’aereo e superare i meccanosissimi controlli agli aeroporti (il volo di ritorno si è svolto l’11 settembre!). Cmq sia decollati e atterrati. Umberto non se ne è quasi accorto. Si è addormentato tra Londra e Trieste e il badabum bum bum che il pilota ci ha regalato al Ronchi dei Legionari non lo ha smosso di un millimetro.
Bruno Zanette, on the contrary, si è goduto il viaggio. Leggendo un libro sul futuro che verrà (2014, Il futuro che ci aspetta, Edizione Laterza), progettando un nuovo espositore per orologi (fatto di plexiglas e filo) e chiudendo l’esperienza a Hong Kong con una dichiarazione d’intenti: “L’avventura? E’ appena cominciata”.

Apriti Hong Kong

Apriti Hong Kong

Sunday, September 10, 2006

Padiglioni e risposte

I padiglioni presenti alla fiera dipendono dal numero di espositori e visitatori....
eh eh eh....
(parliamo di padiglioni auricolari, naturalmente) (-400, facciamo: 500, punti)

Saturday, September 09, 2006






Padiglioni e fiere

A proposito...qualche informazione di carattere professionale e' d'obbligo visto che partecipiamo a un evento fieristico tra i piu' importanti e prestigiosi del mondo.
Sapete quanti padiglioni ci sono alla fiera di Hong Kong?
provate a indovinare... (la risposta nel prossimo post)

Baci da Hong Kong

Il nostro soggiorno a Hong Kong sta per concludersi...questa sera a mezzanotte lasceremo la Cina. I lettori del nostro blog (nell'ordine: Umberto, Irene, Mauro, Stefania, Carlo, Maria, Paolo, Carlo Alberto, Maria Rosa, Carlo Prezzavento, Massimo Prezzavento, Paola, Fiorella, Alberto di Ca' del Poggio, Stefania, Danila, Gigliola, Luisa, Betty, Romina, Sara Bonazza, Andrea Martin il Mago, Paolo Sinigaglia, Sergio Pressotto, Erminio Dal Zotto, Andrea Armellin, Alberto Rosa e la Vigor Basket di Conegliano) sicuramente si staranno togliendo i capelli dalla disperazione...ma noi vogliamo tranquillizzarli: il blog "Apriti Hong Kong" continuera' con nuove, entusiasmanti puntate...magari ambientate a Cimavilla di Codogne'. In fondo l'avventura e' appena cominciata. E ogni giorno, in ogni dove, a ben guardare, c'e' qualcosa di bello da raccontare.
ps: la rima baciata era assolutamente voluta!

Hong Kong di notte

Ieri sera siamo stati a Stanley, il centro piu' meridionale dell'isola di Hong Kong. Le guide turistiche ci hanno portato li':...avremmo dovuto trovare un mercatino fashion e soddisfare finalmente la nostra (mia) voglia di shopping. Ovviamente (!) il mercatino era chiuso. Cosi' siamo entrati in una brasserie per intigolarci in salsine tricolori. Al momento di uscire ci siamo accorti di non avere nemmeno un dollaro hongkonghese...e siamo finiti dietro il bancone a lavare cups & glasses. Poco credibile? solo la seconda parte della storia e' (quasi) falsa...pare infatti che in China, in assenza di moneta locale, le carte di credito funzionino benissimo. Grazie Umberto!

Il grande paradosso

Siamo alla fiera internazionale dell'orologeria e abbiamo perso la cognizione del tempo. Per fortuna mister Picco e mister Zanette non hanno perso...tempo. Vabbe', imperdonabili (e forse incomprensibili) battute a parte, siamo piuttosto sfusati. Ci chiediamo in continuazione che ora sia qui e li' (leggi: Conegliano, Vittorio, Pieve di Soligo) e quel che e' preoccupante...ci chiediamo che giorno sia...Lo stato di disorientamento non e' facilitato dal fatto che:
passiamo moltissime ore in edifici chiusi, illuminati notte e giorno; il cielo all'esterno e' perennemente imbronciato e il sorgere e il tramontare del sole sembrano creati al computer, tanto sono metallici, deboli, interrotti dalle punte degli edifici; cerchiamo di adattare il nostro corpo a sbalzi termici folli (appena usciamo ci svestiamo per sopportare il calore tropicale, ma entrando in un qualunque negozio o locale dobbiamo coprirci perche' l'aria condizionata e' al massimo); ceniamo alle undici di sera, facciamo colazione con pancetta e omlette, prendiamo il te coi biscotti alle due del pomeriggio...
ok, dopo avervi messi al corrente dei fondamentali usi e costumi che abbiamo adottato, chiudiamo...l'occhio del pc. Voi, per favore, tutti e due.

Friday, September 08, 2006





Orologi di razza

Bruno Zanette portera'/importera' dalla Cina dei cinturini di razza.
Poiche' non si finisce mai di imparare, ho scoperto che la razza e' un pesce. E che la sua "pelle" e' particolarmente pregiata. E particolarmente trandy.
Poiche' mister Bruno Zanette ha il sospetto che i lettori del blog sospettino che qui a Hong Kong siamo venuti solo per mangiare, gozzovigliare, fare yoga nelle hall degli hotel, do qualche informazione di carattere professionale. Oltre ai cinturini di razza, Bruno Zanette and Umberto Picco si sono concentrati su pietre, zirconi, diamanti, perle di fiume. Elementi fashion che potrebbero decorare orologi, cinture, accessori, collane, bracciali. Prima di acquistare dei pezzi, Zanette e il suo trade manager sanno gia' che i prodotti acquistati verranno personalizzati, cambiati, certificati e garantiti. Le trattative non sono facili. Ne' veloci. I cinesi propongono dei prodotti-tipo, a volte di modesto valore. Zanette valuta l'oggetto e poi chiede di avere una cassa water resistent, a non so quante atmosfere, un cinturino particolare che non si usuri col tempo, un acciaio anallergico, un meccanismo garantito, un certificato di assicurazione (credo si chiami Rotts)e il prezzo dell'orologio, ins eguito a queste modifiche, lievita costantemente. Allora, per arrivare a una cifra d'acquisto concorrenziale, Zanette punta sulla quantita'. Aumenta il numero di pezzi da acquisire. Ma poi ne diversifica la tipologia. I cinesi vanno in crisi.
Un altro elemento che fa crescere il prezzo d'acquisto e' l'esclusivita'. Bruno Zanette chiede che un determinato prodotto, ad esempio un gioiello di cui ha fornito al produttore disegno e particolari esecutivi, venga realizzato esclusivamente per la sua azienda. L'esclusivita' diventa un costo ulteriore. La trattativa si allunga. Ma tutto si svolge con grande tranquillita'. L'atmosfera della fiera - notavamo ieri - e' distesa. Serena. Affatto concitata. Ciascuno di noi ha fatto l'esperienza di fiere italiane di spessore, come la campionaria di Milano. li' il "clima" e' nervoso, concitato. Qui a Hong kong si "respira". E lo scambio commerciale, spesso diventa scambio di idee, di esperienze. di suggerimenti importanti.


Umberto in verticale

I cinesi vanno pazzi per il cognome di Umberto (Picco, ndr), il trade
manager della SMR Italia. Quando presenta il suo biglietto da visita
porgendolo con due mani e facendo un lieve inchino, gli espositori cinesi
socchiudono ancora di piu' gli occhi e si concedono un contenuto sorriso.
Che qui pare essere la massima manifestazione di gioia. "Mister Picco"
incontra le simpatie dei cinesi, "mister Bruno Zanette" delle cinesi. Ma
sopratutto della receptionist del "Dragon Lounge"...(una bionda tutta
riccioli che regala a Zanette una watch7clock fair's bag ogni volta che lo
vede).
Mister Picco e mister Zanette spariscono per l'intera giornata tra stand
fieristici che hanno una inconsueta particolarita': sono decorati da corone
di fiori freschi. Corone e mazzi enormi, il cui profumo satura l'aria della
fiera. Visto l'impegno con cui i due manager portano avanti i loro contatti
professionali, non si sono pero' nemmeno accorti dei fiori.
"Fiori? quali fiori?" ha chiesto Umberto Picco mentre era immerso in una
nuvolaglia di rose e garofani...
Per rilassarsi ieri sera, mister Picco ha ceduto alla tentazione di un
cocktail: ha sorseggiato un Blody Mary, che pare sia il suo aperitivo
preferito oltre oceano, una coppa (anzi un flute...) di champagne, una
seconda coppa (anzi flute...) di champagne, una birra (australiana) e un
gin&tonic. Poi ha offerto uno spettacolo unico (nel genere di Picco): si e'
messo in verticale (leggi: a testa in giu') e ha camminato sulle mani per
tutta la hall...quanto prima manderemo la documentazione fotografica
dell'esibizione (visto che mister Picco potrebbe negare l'evidente
performance). Later.

Dalla Cina con furore

Hong Kong. Dalla Cina con furore. E dispiacere. E' con questi sentimenti (attutiti dalla distanza) che l'imprenditore coneglianese Bruno Zanette, in questi giorni a Hong Kong per partecipare alla International watch fair, ha saputo - attraverso una notizia on-line (Il Quindicinale) - di essere stato derubato. Nella notte tra martedi' e mercoledi', alcuni ladri hanno rotto le bacheche poste nell'atrio di Castelbrando, sottraendo orologi e alcuni bracciali e collane di bigiotteria. E' la prima volta che l'imprenditore, titolare della Smr Italia con sede a Cimavilla di Codogne', subisce un furto. Proprio il giorno della partenza per Hong Kong, Zanette era stato svegliato dall'allarme collocato nel suo laboratorio. Ma, in quel caso, si era trattato di un disguido. Questa volta, il furto e' stato commesso e Zanette ne e' stato informato del tutto casualmente.
La notizia, dopo la reazione immediata che ha coniugato dispiacere a irritazione, e' stata commentata da Zanette con aplomb orientale: "Mondo ladro! - ha esclamato l'imprenditore - e' proprio vero che i miei orologi vanno a ruba".

Thursday, September 07, 2006

"Volare" a Hong Kong

Tra le calli hongkonghesi ieri sera ci siamo imbattuti (quasi nell'ordine) in:
- un gatto nero con tre zampe;
- un gruppo di filippini in canottiera che cantavano "volareeee oh oh, cantareeee oh oh oh"
- un cibo non identificato di colore marrone che aveva la vaga forma di una proboscide. (Abbiamo chiesto informazioni. Umberto: "Sorry: this food is vegetable or animal?" Che tradotto significa, piu' o meno: ci troviamo di fronte un alimento di origine animale o vegetale? La chef si e' pulita le mani sul grembiulone. E ci ha gentilmente offerto una proboscide. No: non l'abbiamo assaggiata. Qualunque sia l'origine di una proboscide marrone sul banchetto di una friggitoria hongkonghese, la mossa piu' saggia da fare e' probabilmente quella di tenersi la curiosita').
- una serie di vasi contenenti bruchi e vermi essicati (in vendita da uno speziere);
- una seppia essicata con aggiunta di zucchero e pochi conservanti in vendita, in un piccolo supermercato 7eleven, insieme a patatine, arachidi e alghe fritte;
- una colonia di belle-di-notte, giovani e meno giovani, che hanno inutilmente tentato di attirare l'attenzione di Umberto;
- un ristorante giapponese chiuso (incredibile: questa citta' si permette anche di riposare!)

Da Nudo al sedere del cielo: diario improbabile, ma probabilissimo, di un tardo pomeriggio a Hong Kong.

"E' nudo". "E' sul set coi carabinieri". La conversazione telefonica di Bruno Zanette e' piu' intrigante di una fiction. E poi, informandosi meglio, si viene a sapere che proprio di una fiction (si) tratta. Ieri Bruno Zanette e' stato chiamato al telefono da Nudo (Walter, ndr), l'attore che sta interpretando la serie tivu' Carabinieri.
"Dove sei?" "A Roma e tu?" "Hong Kong"...la citta' dal perlage atmosferico e dagli uomori-odori spesso indecifrabili.
Ieri pomeriggio, la passeggiata post-fiera e' stata fatta con... l'olfatto. Gli odori che si avvertono a Hong kong sono un cocktail di percezioni diverse: sigaro cubano (fuori dalla hall dell'hotel), caffe', curry, cumino, sudore, odore di pesce (crudo, fritto...), profumo di ravioli a vapore e... di cavoli e porri, "Acqua di Gio" (leggi: Umberto Picco), odore di acqua stantia (leggi: pozzanghera metropolitana), fumo, profumo di bistecca alla griglia...Davvero difficile dare un nome ai fumi e ai profumi.
Davvero difficile dare un nome ai rumori: sferragliare di treni, sirene d'allarme, l'urlo metallico del ferry boat, scampanellare metallico, trillo di telefoni cellulare (ogni cinese cammina parlando al telefonino), rombo d'auto, grintoso russare di bus e di taxi, il gracchiare di un clackson, chiacchiericcio multilingue, pianto di un neonato, ticchettio di tacchi (alla sfilata Versace nella hall del IFC *International Financial Centre...un palazzo di 82 piani che Bruno Zanette ha soprannomato "la supposta"...nome azzeccatissimo peraltro, vista la tipologia architettonica di questo palazzo che sembra finire giusto nel culo, ops, nel sedere del cielo...

le prime foto



Hong Kong, ore 10

Giornata di sole. Per affrontare un'intera giornata alla international watch fair, Bruno Zanette e Umberto Picco si sono concessi una parca colazione a base di: uova strapazzate (ma poco cotte), pancake allo sciroppo d'acero, omlette, pane tostato e imburrato, pancetta, croissant, frutta sciroppata, melone, succo d'arancio, caffe' all'americana. Calorie introitate: circa 5 mila a pancia, cioe' a testa. Duarante la colazione, il tema di conversazione e' stato l'obesita'...No comment, direbbe Mauro Zanette.
Al Novotel dove alloggiamo, gli italiani sono pochissimi. "E la cosa e' strana", ha notato Umberto. In effetti, abbiamo incontrato pochissimi connazionali. Ieri sera ci siamo imbattuti in un "cugino" europeo: un francese dall'aria fighetta che, prima di salutarci, ha tenuto a sottolineare che a football i francesi si erano presi la rivincita, con un tre a uno. Una battuta che gli ha fatto meritare un epiteto: stronzetto.
Francese a parte, a Hong Kong vi e' ovviamente una netta predominanza di orientali. Molti dei cinesi che lavorano qui conoscono comunque abbastanza bene l'inglese e, spesso, hanno un cognome cinese, ma un nome anglosassone: Michael, Jerry,..Ieri sera pero', tornando dal porto, abbiamo preso un taxi: l'autista Yown Won parlava solo cinese. Per fargli capire la destinazione, abbiamo dovuto mostrargli indirizzo e nome dell'hotel. Mentre sfrecciavamo tra il traffico honkongese sul nostro taxi rosso tramonto tropicale, siamo stati presi in ostaggio dalla fame. Del resto erano quasi le 11 e non avevamo ancora cenato. "Appena vediamo un ristorante diciamo al taxista di fermarsi", ha proposto Bruno Zanette. Ma dire a un autista che parla solo cinese di fermarsi non e' semplice. Cos' abbiamo urlacchiato in coro STOP! Il cinese ha subito accostato. Probabilmente lo abbiamo terrorizzato. Piccola osservazione: a Hong Kong, il taxi costa meno dell'acqua minerale. Che e' in assoluto una delle bibite piu' care. Coca Cola, Pepsi, Seven Up costano un terzo dell' acqua.

La civetta sul como'

Anticipiamo una novita'. Le civette di una delle nostre piu' diffuse filastrocche hanno scelto la singletudine. Solo una e'
rimasta sul como' a fare l'amore con il dottore. Le altre se la sono data a gambe, anzi a zampette. E sono finite qui a Hong Kong. Bruno Zanette le ha gia' adocchiate e ci sono buone probabilita' che proprio le civette , nelle sue mani da creativo, diventino delle ... svegliette.

Hong Kong: ore 17

Un timidissimo sole ha messo il naso tra palazzi e torri di vetro. Un sole che - tra un'ora - tornera' a nanna. Per essere la terra del Sol Levante, questa e' piovosissima. Ma dentro il Convention and Exhibition centre non piove. Il mondo dell'orologeria e degli affari si muove con un ritmo e un meccanismo "globale". L'inglese e' la lingua ufficiale, quella che unisce. E che noi, a volte, interpretiamo a modo nostro. Less...mentre si sta "contrattando" sul price (prezzo) puo'
diventare il tipo di cottura delle patate...I cinesi sorridono e sembrano apprezzare anche le battute piu' sciocche. A proposito: anche a Hong Kong si contratta. Non solo nel Magreb o nei paesi arabi. Tutto il mondo e'
paese...anche se visto da qui sembra un po' piu' cinese.

Wednesday, September 06, 2006

Pensare coneglianese

Mentre e' a Hong Kong, Bruno Zanette pensa coneglianese. Ieri, in un
filo diretto con l'Italia, ha sistemato alcuni affari affari e poi si e'
dedicato alla Vigor, la societa' di basket che lui definisce la sua
"seconda azienda". Domenica 24 settembre la Vigor sara' presente
all'inaugurazione del palazzetto dello sport di Conegliano, che e' appena
stato ristrutturato e messo a norma. E da HK, Zanette, sta mettendo a punto
i dettaglia dell'evento. Della serie: la stanchezza non abita alla Zitti
Tutti. E le distanze, per quanto ampie, sono dei luoghi comuni. Alla
prossima!

Palazzi-palafitta e impalcature

In una citta' che si muove con un ritmo
vertiginoso (mentre scriviamo siamo all'interno del padiglione espositivo
che ospita la International watch&clock fair, cioe' il gotha
dell'orologeria mondiale), la tradizione sembra stridere con un futuro che
si attualizza istante per istante. Che diventa passato prima di essere
colto nella sua essenza. E la tradizione, intesa come modulo costruttivo ad
esempio, si vede nei palazzi. Abbiamo gia' scritto della "precarieta'"
tipologica degli edifici. Non abbiamo scritto delle impalcature...Le
impalcature esterne ai palazzi, anche quelli di decine di piani, sono fatte
di canne di bambu'. Intelaiature di un centinaio di metro delimitano
edifici in perenne stato di cambiamento.

Licis e uva

L'uva di Hong Kong ha una dimensione sospetta. I grappoli
sono inconsuetamente grandi (sara' questione di proporzione con la
metropoli) e gli acini sono titanici. Bruno Zanette ha apprezzato anche
l'uva ciclopica. E ha spazzolato i super-grappoli che giacevano sul
banchetto di frutta cinese. Umberto invece ha fatto scorpacciata di licis.
No: sia chiaro. Finora non abbiamo solo mangiato. Sfidando la pioggerella
fitta-fitta che qui a HK pare essere una costante, abbiamo percorso Hong
Kong Island e poi ci siamo fatti traghettare sino a Kowloon, per un pranzo
a base di Angus canadese e...acqua minerale frizzante San pellegrino. Di
nuovo il cibo...

Mai dare nulla per scontato

Mai dare nulla per scontato. La partenza per esempio. Avremmo dovuto
arrivare a Hong Kong con la British Airways. Il volo da Venezia pero' era
in ritardo di due ore.
Una volta si perdevano le coincidenze con i treni. Oggi succede anche con
gli aerei.
Se avessimo atteso il volo a Venezia, consumando il decimo caffe' della
giornata e visitando i memandri dell'aeroporto Marco Polo (bellissimo, per
carita'...ma non un'attrattiva), avremmo perso la coincidenza del volo a
Londra (dove avremmo dovuto fare scalo) e saremmo arrivati a HK con 24 ore
di ritardo. Cosi' abbiamo cambiato compagnia. Abbiamo viaggiato con la
Swisse Air, il gruppo aereo- dicono le statistiche - piu' sicuro del mondo.
E abbiamo fatto scalo a Zurigo. Da Zurigo a Hong kong il volo e' stato
(relativamente) breve. Dodici ore intervallate dal film Poseidon, dal
camembert President, dal succo di mela (bevuto solo da Umberto) e da un
"pessimo vino bianco, che pero' concilia il sonno" (il virgoletatto e' di
Bruno Zanette). A proposito: Bruno Zanette ha lasciato il segno. In volo,
la hostess della Swisse air ci ha offerto un cioccolatino al latte. Bruno
Zanette ha apprezzato. Si e' complimentato con la hostess per la qualita'
del cioccolato svizzero e poi l'ha intenerita raccontandole di avere due
bambini di 30 e 35 anni. La hostess parlava inglese e tedesco. Bruno
Zanette italiano. Ma gli sguardi sono internazionali. Dopo il "colloquio"
con l'inprenditore conseglianese, l'accompagnatrice di volo e' tornata a
salutarlo con un chilo di cioccolatini. Ottimi - abbiamo scoperto - come
terapia anti jet lag!